Morgana (LND):” Amavo il Catania di Pulvirenti e Lo Monaco”

Il presidente della LND SiciliaSandro Morgana, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di MediaGol.it, soffermandosi sulla fase complicata che sta attraversando il calcio siciliano, specialmente il Catania:

Le siciliane in questo momento stanno soffrendo, perché io credo che uno dei limiti maggiori del calcio professionistico regionale è che, tranne qualche piccola eccezione, non ci sono proprietà siciliane e questo secondo me, sotto certi aspetti è un limite.

Amavo molto il Catania di Pulvirenti e Lo Monaco, era una bellissima realtà che ha costruito “Torre del Grifo”, che è stata in Serie A ed è vissuta per tanto tempo nel massimo campionato italiano, sembrando ben radicata. Era una realtà che pensavo fosse proiettata nel tempo, così come il tempo di Zamparini a Palermo doveva essere anche impiegato per trovare imprenditori palermitani che potessero affiancarlo”.

(foto: messinasportiva.it)

Da Palermo a Bari, da Messina a Taranto: tutti con Catania

Bari, Campobasso, Messina, Palermo, Torre Annunziata, Foggia, Torre del Greco, Catanzaro, Taranto, Avellino, Andria e tantissime altre manifestazioni di vicinanza sui social. Catania ha subito un duro colpo a causa di una incessante pioggia a carattere alluvionale che ha provocato due morti, una a Gravina di Catania e l’altra in territorio di Scordia, ingenti danni ad abitazioni ed esercizi commerciali senza dimenticare quelli alle infrastrutture.

Tutta l’Italia, segnatamente la parte meridionale che ospita la nostra isola, ha voluto tendere una mano alla popolazione catanese, come a voler estrarre dal fiume in piena che trasbordava da ogni angolo della città donne e uomini rimasti intrappolati e in preda alla marea.

Quando di mezzo c’è la vita, la rivalità sportiva decade mestamente dinnanzi alla forza bruta della natura che si accanisce sulla nostra città provocando vittime e scatenando un vero e proprio inferno. Nelle prossime 24-36 ore è prevista una recrudescenza delle condizioni meteo avverse con la formazione a Malta di un ciclone “MediCane” (Mediterranean Hurricane), un vero e proprio uragano che potrebbe abbattersi su tutta la costa ionica tra domani e venerdì, portando con sé raffiche di vento oltre i 100km e piogge a carattere alluvionale. L’invito a rimanere a casa è d’obbligo.

(Foto: meridionews.it)

Caffo, dopo il “derby” con il Palermo, adesso tocca al “tuo” Catania

Pippo Caffo, nonché presidente della Vibonese, prossima avversaria dei rossazzurri, ha da sempre manifestato il suo amore per la sua città natale (Catania) e di conseguenza anche verso la sua “prima” squadra del cuore.

Nel corso degli ultimi anni però, il suo secondo amore, la Vibonese, ha dato qualche dispiacere ai tifosi rossazzurri tra cui l’amaro 5-0 della stagione 2018-19. 

Il “caso” ha voluto che i rossoblù calabresi affrontassero per due giornate consecutive due squadre siciliane: prima il Palermo e poi il Catania, in effetti, in occasione dello scorso turno, la Vibonese è stata sconfitta proprio dai rosanero, nonostante lo sprono del presidente Caffo verso i suoi giocatori: “Tifo Catania, ho detto a tutti i miei giocatori di battere i rosa“, una sonora sconfitta casalinga per 1-3 che ha lasciato l’amaro in bocca nel vero senso della parola. 

Adesso per Caffo tocca affrontare una squadra in salute che è reduce dal quinto risultato utile consecutivo, per quella che si può definire letteralmente una sfida dal sapore di casa, un ritorno al “Massimino” che manca ormai da più di un anno. 

(Foto: Gazzetta del Sud)

Calcio Catania
Catania, seconda vittoria a Viterbo della storia: cinismo mai visto

La vittoria del Catania contro il Monterosi Tuscia di domenica pomeriggio rappresenta un risultato pieno di significati e non solo perché smorza la tensione dei tifosi riguardo alle arcinote vicende societarie. Si è trattato infatti del primo successo con più di due gol di scarto del campionato, in quanto nelle partite precedenti quello più largo era stato il due a zero inflitto al Massimino alla Fidelis Andria, con la doppietta del desaparecido Leon Sipos.

Questo successo netto, ottenuto oltretutto in trasferta contro un avversario che i rossazzurri non avevano mai sfidato prima di domenica pomeriggio, ha anche sistemato in un solo colpo la differenza reti, che è passata dal meno 2 (14 fatte, 16 subite) al più 1 (18 fatte, 17 subite). Un dato che ha la sua importanza e che conferma un piccolo parallelismo con il Catania allenato un anno fa da Giuseppe Raffaele, che rimase fino a un certo punto con il passivo nella differenza reti per poi portarla in attivo nel giro di poco tempo.

Un successo che ha messo in mostra un certo cinismo da parte dei giocatori del Catania, del quale ha tessuto le lodi mister Francesco Baldini durante la conferenza stampa post partita. Il gol di Polidori giunto su un calcio di rigore per un fallo ingenuo di Monteagudo su Costantino poteva rappresentare un campanello d’allarme in quanto ha dato, seppur solo per qualche minuto, coraggio ai padroni di casa. Il micidiale uno-due con il primo gol in maglia rossazzurra di Greco e il decimo di Moro ha invece tagliato definitivamente le gambe ai laziali, che si sono affacciati in modo piuttosto timido dalle parti di Sala.

E infine un piccolo, ma comunque significativo, dato statistico. La sfida si è disputata allo stadio Enrico Rocchi di Viterbo, nel quale il Catania per ben otto volte aveva affrontato i padroni di casa della Viterbese. Questo stadio per ben sette sfide aveva rappresentato per i rossazzurri un tabù e solo lo scorso anno, grazie ai gol di Pecorino e Sarao, che ribaltarono l’iniziale vantaggio viterbese di Bezziccheri, arrivò il primo storico successo in esso. In quel caso i rossazzurri giocavano contro la Viterbese, ma malgrado cambiasse la squadra, che al momento sta rappresentando la Tuscia in Serie C, domenica è subito arrivato il secondo successo del Catania allo stadio Enrico Rocchi di Viterbo

De Luca (Città Rossazzurra): “Certezze per i tifosi, non chiacchiere”

Con grande piacere, la redazione di Catania Mood ospita Daiana De Luca
Oltre ad essere una nostra amica, Daiana è un ottimo avvocato ed è opinionista della trasmissione radiofonica Città Rossazzurra. Ci ha fornito il suo pensiero a 360° sul difficile momento che attanaglia il Calcio Catania. Di seguito le sue risposte alle nostre domande. Buona lettura. 

Daiana, innanzitutto grazie per aver accettato l’invito di Catania Mood. Come Stai?

“Grazie a te Davide ed alla tua redazione per avermi invitata ad intervenire quest’oggi”.

Il Catania in campo convince. La SIGI fuori dal campo assolutamente no. Il poker rifilato al Monterosi, pensi possa essere visto come uno schiaffo morale della squadra alla proprietà?

“Parlare del Catania in questo momento particolarmente frastornato è certamente questione complessa e per questo mi auguro di farlo senza mai urtare la sensibilità sportiva di tutti gli appassionati della matricola 11700. Alla prima domanda cercherò di essere concisa. Senza troppi giri di parole ti dico che di certo le vicende societarie possono influire, in maniera più o meno forte, sull’umore di questi ragazzi ma dubito, davvero, che lo scatto di orgoglio a cui questo gruppo, da qualche tempo a questa parte ci ha abituato, possa avere a che fare con la voglia di dare “uno schiaffo morale alla società”. Ritengo, piuttosto, che questi ragazzi ci stiano insegnando una grande lezione: andare oltre le vicende che col campo non c’entrano nulla. Questa squadra, guidata da un grande allenatore, va detto, sta dimostrando la giusta maturità nell’affrontare uno dei periodi più critici che il Calcio Catania abbia, probabilmente, mai attraversato. Non è certamente facile scendere in campo e pensare “solo” a giocare, non è scontato e non è neanche dovuto. Ma questi ragazzi ci stanno dimostrando che è sempre possibile. Ne va dato atto e merito alla squadra ed al gruppo di lavoro che ci sta attorno. Per cui, rispondendo alla tua domanda, mi piace pensare e credere che ciò a cui stiamo assistendo sia frutto, esclusivamente, di un’affezione grande e vera nei confronti della maglia e di tutta la città”.

Nelle ultime ore, anche a causa degli ultimi risultati positivi, sembra esser passato in secondo piano il problema principale, ovvero che il Catania rischia di sparire. Che ne pensi?

“Anche a questa seconda domanda cercherò di rispondere in modo diretto: io credo che nessuno possa, in alcun caso, sottovalutare i grossi problemi che affliggono la società. Sono problemi che richiedono attenzione e soprattutto una soluzione che sia positiva da un punto di vista risolutivo. Catania ed il suo Calcio sono realtà preziose, con una storia lunga che appassiona generazioni di catanesi fin dalla sua nascita. E’ una realtà che ha saputo portale allo Stadio i tifosi anche nei momenti più difficili, quelli in cui era davvero complicato non perdere l’entusiasmo, eppure la stessa storia ci insegna che Catania e la sua Piazza hanno saputo sempre dare il giusto peso alle vicende che interessavano ed interessano, oltre che il campo, anche “l’extra-campo”. Ritengo, perciò, che oggi riuscire a parlare più di calcio giocato che di vicende societarie non significhi che queste abbiano perso di importanza, bensì ciò è prova che al di là di tutto, questa nostra realtà sportiva, a volte anche sottovalutata, riesce sempre, e nonostante tutto, ad emozionare ed entusiasmare tutti, come del resto il gioco del calcio richiede”.

In queste ore si vocifera di alcune interlocuzioni in corso. Caso vuole che, ogni qualvolta ci sono delle scadenze imminenti, spunta gente interessata al Catania. Per te sono solo voci, o potrebbe esserci del vero?

“Sono di solito abituata a non dar credito al vociferare di questo o quello…preferisco piuttosto esprimermi su dichiarazioni che abbiano un fondamento più concreto. Se mi chiedi se credo alle coincidenze io ti rispondo che non sempre ci credo ma che a volte le coincidenze esistono. Io più che altro sposterei, invece, l’attenzione su un altro aspetto: sono certa che la società, a prescindere da qualsiasi interlocuzione in corso o anche potenziale, stia lavorando per dare una soluzione definitiva ai grandissimi problemi che la affliggono e scongiurare in modo definitivo e risolutivo il rischio del fallimento. Il Calcio Catania, con i suoi tifosi e tutti gli appassionati, ha bisogno di certezze, non di chiacchiere, non del superficiale “vociferare”. Non ci serve e non serve alla “causa”. Ciò che occorre è che si lavori per salvare un bene che è comune e che non può essere perso, per nessuna ragione. Alle buone intenzioni di SIGI ho sempre creduto ed è per questo che sono certa che, in un modo o nell’altro, la società restituirà alla città la sua squadra di calcio unitamente ad una soluzione, anzi “alla” soluzione”.

Infine, ringraziandoti nuovamente per l’intervista che hai concesso a Catania Mood, ti chiedo: tornando all’aspetto tecnico, ti aspettavi un rendimento così esaltante di Luca Moro?

“Su Moro ti dico che si, mi aspettavo che questo giovane facesse bene. Trovandosi in una piazza importante, come anche Catania, non poteva sprecare l’occasione di far vedere a tutti il suo potenziale. A me questo ragazzo piace; mi piace la sua grinta, mi piace il suo crederci ogni minuto dall’inizio alla fine della partita, mi piace il modo in cui dimostra di avere carattere. Avevamo bisogno anche di questo. Sono convinta che questo ragazzo saprà regalarci entusiasmo ed euforia ancora ed ancora. Ma se posso, vorrei spendere una parola per tutta questa squadra che sta davvero dimostrando di essere un gruppo, compatto e di obiettivi che viaggiano alla stessa velocità e nella stessa direzione, e questo, secondo me, oltre al buon gioco, fa certamente la differenza. Certamente c’è bisogno di lavorare ancora, tanto e costantemente ma il temperamento di questi ragazzi non può che farmi essere ottimista”.

Calcio Catania
Catania regina dei paradossi: difesa colabrodo e terzo miglior attacco

Che il Catania di quest’anno sia la regina dei paradossi è lapalissiano. Squadra che gioca con encomiabile abnegazione mentre mette in mora la società; Izco che mette in mora se stesso; dirigenti che assicurano i pagamenti ai tesserati salvo disattendere i patti verbali e incappare in laute penalizzazioni; club dato per ceduto il 16 gennaio 2020 a un tycoon che poi ne acquisterà un altro e via dicendo…Insomma non mancano gli spunti di riflessione extra-calcistici, potremmo offrire esempi a iosa.

Con disarmante coerenza anche sul campo si verifica un paradosso non indifferente. I rossazzurri infatti vantano il terzo miglior attacco del torneo con 18 reti all’attivo (meglio hanno fatto solo la Turris con 21 e il Bari capolista con 20), ma anche la seconda peggior retroguardia con 17 reti al passivo  insieme a Fidelis Andria, Monterosi e Campobasso e (ha fatto peggio solo il Messina con 20).

Il ritorno di Claiton, in termini di esperienza, ha conferito un surplus di solidità alla difesa rossazzurra ma non basta a trovare la cosiddetta quadratura del cerchio. Prosegue la saga degli errori individuali dettati da inesperienza e ingenuità (vedi Monteagudo a Viterbo contro il Monterosi) e, se è vero che le colpe della difesa sono da distribuire equamente con il resto della squadra, evidentemente manca anche il giusto filtro a centrocampo. 

Ma l’attacco, con Moro per cui si sprecano aggettivi (e presto milioni e consequenziale addio), Ceccarelli e Russini sempre spumeggianti e concreti, Russotto con la sua esperienza e le sue intermittenti sortite, Sipos che è un talento e che darà il suo contributo, ne siamo certi, appena ne avrà la possibilità, il Catania segna sogni tranquilli.

(Fonte immagine: CalcioCatania.it)

Catania Sigi
SIGI – Promemoria del CdA del 29 ottobre e “voce stipendi”

Ecco i tre punti che verranno discussi all’ordine del giorno durante l’assemblea indetta da SIGI in data venerdì 29 ottobre:

  1. L’eliminazione dallo statuto societario della clausola limitativa del diritto di voto;
  2. la nomina del nuovo CdA;
  3. la nomina o la conferma dell’amministratore unico del Calcio Catania.

Doverosa, a questo punto, la triplice delibera su ogni argomento oggetto di dibattito in sede di riunione. Del resto, l’attuale Presidente della SIGI, l’avvocato Giovanni Ferraù, ha dichiarato nei giorni scorsi ai microfoni di “Sestarete TV”:

Siamo 20 e qualcuno forse ha già tirato i remi in barca. Quello statuto non calza più con quella che è la realtà societaria. Dobbiamo modificarlo, il 29 ottobre ci sarà un’assemblea straordinaria di SIGI”. Lo stesso statuto che l’azionista di maggioranza di SIGI, Gaetano Nicolosi, ha dichiarato di non conoscere durante la trasmissione “Corner” in onda lunedì scorso su Telecolor.

Attendiamo anche di comprendere se Nico Le Mura continuerà a essere l’amministratore unico del Calcio Catania o se avverrà una nuova nomina contestualmente a un rimpasto del CdA. E non solo: occorre anche ottenere (se possibile prima di venerdì) delucidazioni sul saldo degli stipendi mancanti che dovrebbe avvenire entro oggi stando a quanto dichiarato dallo stesso Ferraù venerdì scorso, 22 ottobre.

Il danno è fatto, i punti di penalizzazione pioveranno comunque, ma ristabilire una quiete temporanea con il gruppo squadra e lo staff tecnico significherebbe tentare di ricucire un rapporto fiduciario reciproco che, inevitabilmente, è venuto a mancare dopo le rassicurazioni verbali disattese dai fatti.

(Fonte Immagine: NewsSicilia)

Catania, un successo esterno per 4-1 mancava dal…

Un Catania che continua a fare la “storia”, nonostante la società di via Magenta non sia capace nemmeno di corrispondere il salario ai loro tesserati. Ieri, il gruppo ha postato una foto con su scritto: “Noi siamo il Calcio Catania”, a testimonianza (qualora ce ne fosse stato bisogno) della forza e del lavoro di 22 uomini professionisti che sono stati capaci di imporsi su una discreta compagine quale il Monterosi. 

Il 4-1 in campo nemico mancava dal 2019; in quel freddo dicembre allo “Scopigno” di Rieti, il Catania di Camplone di gol ne realizzò altrettanti. Ad aprire le marcature fu Di Molfetta con una fantastica doppietta. Il 3-1 lo firmó Di Piazza mentre il quarto gol fu messo a segno dall’eterno Emanuele Catania.

Foto: Il Messaggero.it

SIGI – Il tutto è più della somma delle singole parti. Vero Izco?

Gli aggettivi sulla squadra si sono sprecati: professionisti, passionali, encomiabili, amanti della maglia ecc. E, per carità, nessuno si permetta di asserire il contrario. Siamo pienamente d’accordo, impossibile non esserlo, e non è nel nostro interesse fungere da guastafeste o da “bastian contrario” per puro e improduttivo sadismo.

Però, nel bel mezzo del clima surreale che accompagna i giorni, le settimane, gli allenamenti e le partite del Catania, e a quattro giorni dall’assemblea dei soci fissata per venerdì 29 ottobre, considerare che proprio Mariano Izco, promotore del post su Facebook, sacrosanto e accolto con fierezza rossazzurra e amore ampiamente corrisposto, occorre notare, per completezza di informazione, che anche Izco si è “messo in mora”.

Il capitano in pectore del Catania, infatti, è ancora un socio della SIGI, figura tra i 24 soci che compongono la Sports Investment Group Italia. E’ paradossale, non vogliamo decretare che si tratti di “conflitto d’interessi” dato che Izco è un professionista che riesce a scindere perfettamente le due realtà, ama la città di Catania più di molti catanesi che la vituperano appena girano l’angolo e questa maglia ce l’ha cucita addosso, però obiettivamente questa situazione lascia un po’ perplessi.

Diciamo che non si può non notare e non si tratta di un rimprovero o quant’altro di analogo (chi saremmo noi per rivolgerglielo?), soltanto di una constatazione, di un invito a una riflessione legittima almeno quanto il post su Facebook che tutti, compreso chi scrive, hanno sinceramente apprezzato.

Izco è una bandiera del Catania e, probabilmente, proprio per questo ha voluto partecipare personalmente versando una quota e facendo ingresso in società. L’unico dettaglio che stride, dal momento in cui i calciatori giustamente hanno stabilito di mettere in mora il club è la sua posizione: cosa prova il ragazzo in questo momento? Si sente tra due fuochi? Contro chi si è schierato e a favore di chi? 

Non dev’essere facile gestire il duplice conflitto emozionale per Izco ma, spezzando una lancia in suo favore, ci sentiamo di rammentare che “il tutto è più della somma delle singole parti”, come sostenevano i gestaltisti. Ciò significa che la totalità del percepito è caratterizzata sia dalla somma dalle singole attivazioni sensoriali che da quel quid in più che permette di comprendere la forma nella sua totalità. 

Nella fattispecie, comprendere la totalità dei sentimenti che turbinano vorticosamente nella mente del centrocampista argentino è un’opera consentita solo al diretto interessato, ammesso che ne sia abile. Noi non siamo in grado di comprendere. Però siamo perfettamente in grado di osservare dall’esterno e, dall’esterno, la percezione è che tra le singole parti che compongo la SIGI ce n’è più di qualcuna che non ha funzionato a dovere. Altrimenti non saremmo qui a parlare dal lunedì al sabato di punti di penalizzazione, stipendi non pagati e Tribunali. La nota su Izco era solo una scusa, calzante a nostro parere, per ribadire l’inadeguatezza del “tutto” in SIGI, la confusione delle “parti”, e la sensazione che nemmeno un segugio sarebbe in grado di comprendere la totalità di ciò che accade all’interno del CdA.

Ricordiamo il post di Mariano Izco perché merita, ben al di là del paradosso, di essere letto e riletto:

“Vogliamo stare insieme, lavorare insieme e lottare insieme su ogni pallone, tutte le domeniche.

Noi saremo sempre UNITI contro tutto e tutti.

Adesso stringiamoci alla nostra gente e andiamo avanti con un solo obiettivo: far parlare il campo 

NOI SIAMO IL CALCIO CATANIA”.

(foto: facebook.com)

Let’s Talk Catania: This is a real moral slap to the ownership

Despite all several problems linked to the ownership of Calcio Catania (between them the non-payment of players’ salaries), all footballers of the Sicilian team have demonstrated one again to respect the entire fanbase and especially to respect the important shirt they are wearing. 

Yesterday’s match against Monterosi Tuscia confirmed how these guys are giving everything and how they are doing their best for the fans and for the history that characterizes the club they are playing for.  

The reaction of the team, therefore, could also be different from that observed on the pitch, instead, Baldini’s boys gave a response of great professionalism, giving a real moral slap to the ownership.

The resounding victory of the Rossazzurri, as well as the last good performances that led to five useful results in a row, give the feeling of a race against time, because if the ownership will not pay the entire fees to the players no later than two weeks, they may obtain the status of free agent thanks to a request made to the Arbitration Committee.