Non sono in grado di scrivere di calcio in giornate come queste. Chi, come me, è genitore, non può né sorridere né occuparsi di partite, playoff o di qualsiasi altro aspetto ludico. E’ morta Alessia La Rosa, a 8 anni, che ha trascorso quasi tutta la sua breve vita a fare essenzialmente due cose: tifare Palermo e combattere contro il cancro.
In Curva Nord, al Barbera, la sua vocina celestiale non canterà più. Il suo sorriso contagerà più i tifosi di tutta Italia. Catania piange la scomparsa di Alessia sopra ogni altra cosa, non c’entrano la provenienza, i colori, anzi, forse ci fanno amare ancora di più sia calcio che la rivalità calcistica, perché ci rendiamo conto di quanto sia vacua dinanzi a una giovanissima vita che fugge, di fronte al dolore della famiglia e alle sofferenze patite da Alessia. Perché anche la rivalità è un gioco, a differenza della vita.
Catania e Palermo non sono mai state così vicine. Catania, oggi, è Palermo. Ciao piccolina.







