13 giugno 2026. Sono trascorse oltre due settimane dall’eliminazione del Catania ai playoff nazionali per mano dell’Ascoli neopromosso in Serie B.
E ancora tutto tace. Silenzio assordante in sede, dove il CdA preannunciato dal presidente Pelligra non si è mai riunito, il nuovo direttore sportivo non è mai stato ufficializzato, peggio il nuovo allenatore.
Non è che ci interessi “fare di fretta” per dare in pasto nomi alla piazza, ma la pianificazione, l’implementazione e il lavoro certosino che organigramma e staff dovranno appronatre richiede tempo e cura e 15 giorni sono già stati dilapidati.
C’è l’accordo con Varrà? Bene, chiudiamolo. C’è l’accordo con Fabio Caserta? Beh, qui i dubbi sono maggiori dato che ambo le parti sembrano averlo raggiunto, ma non si arriva mai alla firma. Qualcosa stride. Secondo Unica Sport si tratta di una clausola in caso di esonero che i dirigenti rossazzurri vorrebbero inserire nei contratti di tutto lo staff onde evitare di pagare stipendio pieno in caso di licenziamento (vedi, per esempio, Lucarelli e lo stesso Toscano, quando gli è subentrato Viali).
La Sicilia parla di “parametri dell’accordo” che, evidentemente, non soddisfano Fabio Caserta, e il riferimento potrebbe essere proprio alla clausola. Certo, se la trattativa dovesse saltare perché il club si è svegliato dopo anni di torpore rendendosi conto che il libro-paga è alla base delle valutazioni economiche di una società e della previsione di spesa, siamo proprio in alto mare…







