Chi scrive potrebbe dire di essere cresciuto a pane e Ciccio Passiatore. È tra quei giocatori che, da adolescente, ho amato per attaccamento alla maglia e abilità calcistiche. Ma immaginarlo sulla panchina del Catania, ora, dopo che il pluridecorato Mimmo Toscano ha steccato, mi lascia perplesso.
Non per le sue qualità di allenatore che, ammetto, non conosco, ma per la scelta del club che avalla la “linea verce” di cui tanto si scrive in questi giorni.
Un tecnico che proviene da esperienze maturare tra settori giovanili e Serie D, quindi che posso pagare meno di De Giorgio, Caserta e lo stesso Toscano, uno abituato ad allenare i giovani e che potrebbe perciò valorizzare i talenti che si sono messi in luce nella formazione Primavera di Marco Biagianti.
Budget ridimensionato da Pelligra dopo anni di sperperi perpetrati dal suo dilapidatore di fiducia, l’inamovibile Grella.
Se è vero che il campionati non si vincono spendendo fortune, ce lo dimostrino, perché prevediamo un’inversione di rotta nelle strategie del management, quanto meno preoccupante.
La domanda è: se non siete stati in grado di vincere spendendo fior di quattrini, chi mi dice che ci riuscirete investendo meno? Per rispondere alla domanda posta nel titolo: ci sembra una possibilità concreta, in linea con i segnali che giungono dalla governance.






