Il Catania è chiamato a “fare la voce grossa” in trasferta, per di più in uno stadio come l’Arechi, mica bazzecole. Ringalluzziti dal cambio in panchina, i granata che hanno silurato Giuseppe Raffaele in luogo di uno rispolverato Serse Cosmi.
Abituati a una voce gracchiante fuori dal Massimino, stavolta i rossazzurri dovranno urlare “Vittoria” al triplice fischio dell’arbitro, altrimenti il Benevento potrebbe bruciarci definitivamente e la Salernitana riavvicinarsi con mire usurpatrici del secondo posto.
I nostri “terribili 5 giorni”, iniziano proprio il 1° di marzo, con il match dell’Arechi tra Salernitana e Catania, post-prandiale come i bei tempi degli anni ’90, sperando che sia digeribile, e si concluderà con lo strano thursday night, del Vigorito, contro la capolista Benevento.
Mimmo Toscano ha, e non potrebbe essere diversamente, le idee chiare: “Martedì cominceremo a preparare la gara di Salerno, sarà dura ma dobbiamo andare a vincere all’Arechi”, aveva dichiarato nella conferenza stampa post-Giugliano.
Dopo il “rompete le righe” di 48 ore, il Catania ha ripreso ieri gli allenamenti con vista sulla costiera amalfitana. Non possiamo steccare anche questa, per motivi di classifica, di orgoglio, di leadership. Il Benevento è lontano ma non lontanissimo, non approfittare dello scontro diretto e di eventuali passi falsi degli avversari sarebbe da stolti.
Sì, abbiamo sempre gli uomini contati per via degli infortuni che continuano a falcidiare il nostro organico, ma la società rossazzurra, che vanta (se così si può dire…), il monte ingaggi più alto di tutte e sessanta le squadre iscritte alla Serie C, gli alibi li copre sotto le banconote. Non ci sono scuse, nè giustifcazioni, nè parole vuote: portateci via da questa……………..categoria!
(foto: Catania FC)






