Sfacciato, poco umile, ma certamente produttivo. Floro Flores, l’allenatore che sta antipatico a mezza Catania, ha irretito Toscano, lasciandogli il pallino del gioco per larghi tratti della partita, per poi punirlo nel finale quando l’arrembante 4-2-4 rossazzurro ha prodotto inevitabili voragini e il conseguente gol della beffa che è valso un +10 giallorosso.
Diremmo che se l’è fumato come un sigaro, lentamente, fino all’86’ quando Mignani ha posto fine alle nostre velleità. Già all’andata, quando sulla panchina delle streghe sedeva Michele Pazienza, il Benevento aveva impressionato nonostante la sconfitta di misura giunta grazie a un calcio di rigore trasformato da Cicerelli.
Che il comportamento poco rispettoso di Floro Flores nei confronti di un collega, peraltro pluridecorato, sia stato a dir poco opinabile, è un dato di fatto ma che, purtroppo, non c’entra nulla con il calcio giocato. A noi resta un -10 in classifica, praticamente incolmabile anche se dovessimo rosicchiare 2 punti ai giallorossi in caso di estromissione del Trapani dal Girone C.
Dare la colpa solo a Toscano è ingiusto. I gravi infortuni di tre giocatori-chiave in tre ruoli diversi, Di Gennaro in difesa, Aloi a centrocampo, Cicerelli in attacco, non possono fungere da alibi inattaccabile, ma rappresentano certamente un impedimento al processo di crescita tattico e di consapevolezza nei propri mezzi di squadra, e così anche gli altri numerosissimi infortuni, di entità minore, ma con tempi di recupero prolungati.
Ciononostante, l’allenatore ha le sue belle colpe. Non è solo una mera questione di moduli, di scarsa tendenza al camaleontismo e additabile fossilizzazione tattica, ma di carattere. E’ innegabile che nessuno abbia vinto più di lui in Serie C ma, per stessa ammissione di Toscano “vincere a Catania sarebbe diverso”, proprio per questo servirebbe osare di più, sfoderare maggiore personalità, fare qualcosa che mai s’era fatta prima, nelle precedenti esperienze pur trionfali.
Eppure, Mimmo Toscano ha ancora una chance per zittirci: i playoff. Arrivarci da seconda forza del campionato significherebbe presentarsi come una tra le maggiori pretendenti alla vittoria finale, non solo per piazzamento ma per prestigio. Dobbiamo guardarci dal Cosenza e onorare le ultime 8 giornate e smetterla di pensare ai playoff come a una lotteria: vincono i più forti e dobbiamo essere noi. Ci sono 14 milioni di euro di ingaggi e Torre del Grifo da ricostruire. Serve la promozione in Serie B.






