Dopo la promozione dalla Serie D alla Serie C, solo sfaceli. Direttori sportivi, allenatori, calciatori, mercati di riparazione affollati come sagre. Il club ha fallito, il Catania FC, nelle persone del presidente Ross Pelligra e da Grella a Zarbano, passando per le solite facce della vecchia guardia, ha fallito. E basta.
Domenico Toscano, dopo l’esonero di marzo, dichiarava: “Sono certo che avremmo centrato la promozione in Serie B dalla porta secondaria” (vedi profilo Instagram del tecnico, correva il 23 marzo 2026, praticamente ieri…), poi dopo la pagliacciata di Catania-Ascoli 2-1, asserisce che “tutto si è rotto a gennaio”, eh deciditi però: ora si era rotto tutto o credevi nella Serie B.
Ma di situazioni ambigue ne abbiamo vissute e subodorate fin troppe. Spogliatoio unito/disunito, con Toscano/contro Toscano, divisione dei ruoli solo sulla carta nella dirigenza, salti nel vuoto continui, approssimazione, superficialità, comunicazione da comunità tribali (speravamo in Giuseppe Sapienza). Come può il capitano di una squadra che ha appena rimediato una figuraccia colossale rilasciare certe dichiarazioni? Ma ci rendiamo conto? Un’offesa all’intelletto di una città intera.
Sveglia presidente: o fai piazza pulita, senza sotterfugi o prestanomi, una repulisti totale e incondizionata, o non resteremo in Serie C fino a quando non venderai il club. Se chiedeste all’intelligenza artificiale di scegliere giocatori, allenatore e direttore sportivo andrebbe sicuramente meglio. E mi fermo qui.
(foto: Catania FC)







