L’allusione al cognome del neo centrocampista rossazzurro è puramente ironica. Nulla da rimproverare alla prestazione di Di Noia, un buon interditore come altri già presenti nella rosa del Catania.
Ma quando abbiamo osato scrivere, in agosto, un articolo dal titolo: “Catania, coperta corta a centrocampo?”, siamo stati investiti di insulti e tacciati come “cucche”. Il nostro riferimento era a fasi come questa. Dove capitan Di Tacchio (eccezionale mediano, ma pur sempre tale) è costretto a saltare qualche partita, Aloi out per mesi, ecco che i conti non tornano.
Inoltre, non siamo riusciti a piazzare il colpo da novanta a centrocampo, il Giiseppe Leone di turno, capace di orchestrare le manovre offensive con tecnica sopraffina e visione di gioco da play-maker. Il nostro “regista” gioca sulla fascia destra, che ci può anche stare in determinati frangenti del match, ma solo se coadiuvato da un centrocampista centrale di ruolo, allora sì che diventa divertente, ai fini del gioco e dell’imprevedibilità, scambiarsi, di tanto in tanto, il testimone.
Inoltre, una difesa a tre (a cinque quando si difende) con due centrali nuovi e over 30, come Miceli e Cargnelutti, un laterale destro come Raimo che gioca poco e Lunetta dal 1′ sulla corsia mancina al posto di Donnarumma, per garantire maggior propensione offensiva in concomitanza all’assenza di Casasola, si sono rivelate scelte ragionate, sensate tatticamente, ma azzardate e improduttive.
Il Catania, in una partita forse bella da vedere per gli avversari, noiosa per noi dato che dei 4 gol messi a segno, tre sono stati insaccati alle spalle di Dini, ha scritto io decalogo di tutti “gli errori da non commettere se vuoi vincere un campionato”.
Intanto, il Benevento in un rocambolesco 3-4 ha consolidato il primato in classifica, evidentemente meritato per continuità di risultati fuori casa ed espressione di gioco, ma mancano ancora 14 partite e il Catania ha l’obbligo non solo di crederci ma di restare al passo e giocarsi tutto nel terribile doppio turno esterno a Salerno e, manco a dirlo, Benevento.
Il campionato è ancora lungo, ma dopo la sconfitta di Cosenza e questa inattesa battuta d’arresto a Potenza contro il Sorrento, non possiamo più permetterci di sfogliare le pagine del libro sul calcio da oratorio.







