Abbiamo elargito nomi, ma non perché è la moda dell’estate fare nomi per vendere (che poi, vendere cosa nel nostro caso?), solo perché c’erano contatti reali con Fabio Caserta, con Pietro De Giorgio, proseguiti per settimane e conclusi con un nulla di fatto bis.
Purtroppo la società sta agendo da novellina, con in sella Grella sempre più confuso e con il presidente Pelligra, primo colpevole, che continua ad affidargli pieni poteri senza una spiegazione logica (noi non siamo in grado di comprendere l’ostinazione di un proprietario che vede dilapidare un capitale sproporzionato da una persona che non si è rivelata all’altezza del compito assolto, risultai alla mano).
Non faremo altri nomi perché siamo stufi di leggerli, figuriamoci di darli in pasto ai lettori. Dopo la telenovela De Giorgio, che andrà alla Juve Stabia, all’Empoli, e chissenefrega, dopo Fabio Caserta che sembrava con un piede e mezzo a Fontanarosssa, aspetteremo solo l’ufficialità.
Siamo senza un progetto tecnico, senza idee precise, con un calciomercato che non può decollare, con un direttore sportivo che non viene ufficializzato, con mille dubbi che ci attanagliano e ci tormentano. Attendiamo, non possiamo far altro, ma nella piena consapevolezza che un mese di lavoro possibile è stato, letteralmente, buttato via per l’incapacità di raggiungere l’accordo con un allenatore di categoria.
Non sarà né la prima scelta del club, né la seconda, forse la quarta o la quinta. Iniziamo con una sconfitta ancor prima di partire. Catania è meno appetibile di qualsiasi club di Serie B perché è in C, inutile negarlo, e deve garantire progetto ambizioso e ritorno in termini di patrimonio tecnico. Altrimenti nessuno firmerebbe, una patata bollente non la vuole ereditare nessuno, soprattutto se altrove offrono di più.







