Juve Stabia-Casertana 1-0: scontri, tre poliziotti feriti. Oggi Avellino-Catania

Con rabbia, dato che anche quest’anno, il terzo consecutivo, abbiamo scelto di sottoscrivere un abbonamento annuale con La Gazzetta dello Sport ma, spesso e volentieri, le pagine dedicate all’edizione locale Sicilia&Calabria non vengono redatte, ritroviamo in quelle nazionali un trafiletto concernente le partite del Girone C di Serie C:

“Oggi e domani scende in campo in questo turno infrasettimanale anche il girone C, che ha visto chiudere lunedì sera il turno precedente dal derby Juve Stabia-Casertana (1-0): da segnalare che nella notte dopo la partita ci sono stati incidenti tra le tifoserie all’imbocco dell’autostrada e il bilancio è stato di tre poliziotti feriti e alcune auto danneggiate (indagini in corso per individuare i responsabili).

La capolista andrà in campo domani a Latina, mentre i rivali del Benevento (in vista dello scontro diretto dell’8 aprile al Vigorito) sempre domani sono impegnati a Potenza. Oggi è da seguire la sfida tra deluse Avellino-Catania, in un turno che sembra favorevole al Taranto, che riceve il Francavilla e può superare il Picerno (di scena a Foggia) al terzo posto. Ecco comunque le partite di questa 30a giornata: tutte potranno essere viste in diretta in tv e streaming su Sky e Now”.

(foto: www.lega-pro.com)

Grella: “Abbiamo fatto errori in buona fede”

Il vice presidente del Catania, Vincenzo Grella, ha parlato ieri ai microfoni di Sportitalia:

Abbiamo fatto diversi errori in buona fede. La Serie D è diversa dalla C, sapevamo che non era facile. Non abbiamo sottovalutato gli avversari. Abbiamo preso in estate dei calciatori forse che non si sono adattati al nostro contesto. La posizione in classifica è deludente, però siamo in finale di Coppa Italia. La pretesa della società è di fare più punti possibili da qui alla fine del campionato.

Pubblico? Noi possiamo solo ringraziare i nostri tifosi. Nei momenti difficili si vede la passione della tifoseria, portare 20.000 persone allo stadio è una responsabilità per la dirigenza e per la squadra. Per questo noi fatichiamo ad accettare una prestazione non altezza del nostro pubblico. Guardare questa classifica per me non è facile, per me quando manca la prestazione la delusione è tripla.”

Catania: al “Massimino” Daspo immediato per decisione del questore Bellassai

Nello stadio Angelo Massimino, per decisione del questore Angelo Bellassai, è stato predisposto un presidio della divisione Anticrimine di Catania per emettere Daspo immediati fin dai controlli all’ingresso dell’impianto di Piazza Spedini:

“A Catania i Daspo sportivi potranno essere emessi già in occasione delle partite di calcio che si giocheranno nello stadio Angelo Massimino -riporta l’ANSA-. Lo ha deciso il Questore Angelo Bellassai “al fine di rendere più incisiva ed efficace l’attività di prevenzione” disponendo “l’impiego di personale della divisone Anticrimine specializzato nell’emissione dei provvedimenti contestualmente alla disputa degli incontri di calcio”.

Il primo a essere stato raggiunto dal provvedimento già allo stadio Angelo Massimino è stato ieri un giovane trovato in possesso di un fumogeno durante i controlli prima della gara Catania-Monterosi, valevole per il campionato di calcio di Serie C. Il tifoso è stato denunciato e immediatamente sottoposto a un Daspo per un anno, che gli agenti della divisione Anticrimine presenti hanno redatto sul posto e notificato.

Al giovane è stato vietato sin da subito l’ingresso al Massimino e, per un anno non potrà assistere a nessuna manifestazione sportiva di ogni ordine e serie su tutto il territorio nazionale”.

Verso Avellino-Catania: critiche aspre, rivolte a Pazienza e Perinetti. Perché?

L’Avellino occupa il 4° posto in classifica con 50 punti, a una sola lunghezza dal Picerno e a 4 punti dalla vice capolista, Benevento. Un campionato, tutto sommato, buono stanti le dichiarazioni iniziali. Ma i biancoverdi, come il Catania del resto, sono stati costruiti per vincerlo, per questo nel capoluogo irpino i tifosi sono in costante dissidio con la società, in particolare con il direttore sportivo Giorgio Perinetti: in tanti “chiedono la sua testa”, accusandolo di aver costruito la squadra senza criterio.

Ma non solo Perinetti: anche l’allenatore, Michele Pazienza, è stato oggetto di forti critiche, tant’è che una cospicua parte della tifoseria biancoverde inneggia al ritorno di Rastelli. Insomma, non c’è pace per l’Avellino come per il Catania dove società e mister Lucarelli sono perennemente alla gogna per quanto dimostrato finora in campionato. La parentesi felice della Coppa, dove i rossazzurri hanno già centrato la finalissima, raggiungendo il Padova, non è sufficiente a scacciare via i fantasmi della zona playout, sì a distanza di sicurezza, ma con nove partite ancora da giocare e 27 punti a disposizione, il Catania deve puntare al meglio per finire in bellezza un campionato da dimenticare.

(foto: ottopagine.it)

Anniversario della scomparsa di Massimino: amore eterno per il Catania

Ventotto anni fa, il 4 marzo 1996, il Cavaliere Angelo Massimino sfrecciava sulla Catania-Palermo per dedicarsi, ancora una volta, alla sorti dei suoi amati rossazzurri.

Una vita sacrificata unicamente all’amore per il Catania, una passione imperitura che prosegue nei cieli: “vi osservo, vi seguo da qui, non fate soffrire i miei tifosi, non fatemi soffrire più di quanto abbia già sopportato in vita, adesso che non posso più spargere sale sull’erba del Cibali“.

Onore al “Presidentissimo”: i loghi cambiano, i presidenti, i giocatori e gli allenatori pure, ma Angelo Massimino resta e non solo perché gli è stato intitolato lo stadio: è l’emblema di un calcio che non esiste più.

(fonte foto: catania.gds.it)

Kontek: “Se vogliamo vincere dobbiamo tirare. Dobbiamo fare di più”

L’autore del gol del pareggio rossazzurro Ivan Kontek, ha parlato ai giornalisti nella consueta conferenza stampa post partita: 

Sono contento perché ho fatto gol davanti ai nostri tifosi, ma quando non vinci non sono totalmente contento. Come ha detto il mister, in allenamento siamo perfetti, lavoriamo bene, da quando sono arrivato io, non riusciamo ad eseguire lo stesso lavoro in partita. Dobbiamo essere più tranquilli in questi momenti, soprattutto davanti alla porta perché se vogliamo vincere dobbiamo tirare. Per la tifoseria e per noi stessi, questo non basta. In qualche partita abbiamo giocato con difesa a tre e abbiamo vinto, contro Juve Stabia e Rimini abbiamo giocato con difesa a quattro e abbiamo vinto lo stesso. Il modulo non è importante per la vittoria, dobbiamo fare molto di più“. 

Catania, Grella non vuole parlarne ma la zona playout è dietro l’angolo

Ancora una volta niente pagine locali dedicate al Catania su La Gazzetta dello Sport che, sulle colonne nazionali, senza tanti giri di parole mette in guardia i rossazzurri dopo il brutto pareggio interno con il Monterosi:

“Il Catania evita nel finale il ko con l’ottimo Monterosi e viene ancora contestato: il rischio è di finire nei playout dopo aver raggiunto la finale di Coppa Italia (in quel caso dovrà rinunciare ai playoff, pur essendo già ammesso agli ottavi)”.

In conferenza stampa, Vincenzo Grella, vice presidente e amministratore delegato del Catania FC, aveva precisato che, per indole, non guarda mai indietro, solo in avanti. Encomiabile, perché l’ottimismo, diceva qualcuno, “è il profumo della vita”, ma se le circostanze ce lo impongono, ed è questo il caso, i prosciutti davanti agli occhi servono a ben poco. Questo club, “più simile a un top club che a uno di Serie C”, sempre parafrasando Grella, ha un dannato bisogno di ritornare coi piedi per terra.

Le presentazioni in pompa magna, gli eventi e tutto il contorno stellare, non devono allontanare dalla realtà dirigenti, staff e gruppo squadra: siamo in Serie C, a +6 dalla zona playout. Il resto è mero, inutile, spettacolo.

(Foto: Catania FC)

Catania, Lucarelli: “Oggi avrei voluto cambiare undici giocatori”

Cristiano Lucarelli ha commentato ai microfoni della stampa il brutto pareggio interno del Catania con il Monterosi Tuscia:

“I nostri allenamenti sono incentrati su possesso palla e giocate precise, poi ci deve essere lucidità per trovare il coraggio di giocare il pallone in partita e dipende da tante cose, anche dall’andamento della stagione, dalla condizione fisica e dalla stanchezza. Quando abbiamo incontrato squadre stanche come noi, abbiamo fatto due o tre gol; fai fatica, invece, contro chi ha giocato meno di te, parlo per esperienza. Incontrare squadre riposate e in un certo periodo di forma, come il Monterosi di oggi, cambia molto. La nostra partita è viziata da una condizione fisica che non ci ha permesso di essere intensi, aggressivi. Se sei stanco non hai lucidità e sbagli. Non sono contento della prestazione, avevo preventivato le difficoltà e non per mettere le mani avanti, non mi interessa: noi consideriamo le ultime partite dei nostri avversari. È la mia opinione, non cerco scuse e alibi.

Oggi avrei voluto cambiare undici giocatori, il mio istinto mi suggeriva questo, lo avrei fatto se avessi avuto in questo momento il supporto della continuità di risultati. Mi piace dare a tutti la possibilità di pensare che possano giocare, ne va anche dell’intensità e delle motivazioni in allenamento. La manovra nelle ultime settimane non mi sta piacendo, vedo poca serenità, paura di tentare la giocata e preoccupazione di prendersi la responsabilità, la conseguenza è non avere un gioco fluido.

Avellino? Faremo la conta domani, qualche giocatore ha iniziato con qualche problema, capiremo chi sarà disponibile, chi ha attitudine sul sintetico e problemi, valuteremo tutto e cercheremo la miglior formazione possibile, anche in base ai feedback dei giocatori, decidendo infine sulla base delle informazioni che raccoglieremo durante gli allenamenti. Abbiamo dato continuità di prestazioni in quattro partite, al mio arrivo, poi abbiamo avuto un andamento altalenante. Riparliamone a fine stagione.

Ad aprile speriamo di presentarci tirati a lucido ai playoff, concentriamoci e costruiamo qualcosa per quel momento. Lavoriamo per vincere la Coppa Italia, concludere bene il campionato, affrontare bene i playoff e provare a vincerli. Giusto fischiarci, dal punto di vista dei tifosi. Non abbiamo sottovalutato il campionato, sappiamo di non potercelo permettere”.

(foto: calcioatalanta.com)

“Melior” e “Surgo”: Curado, quanti errori! Celli e Haveri: fascia sinistra mal presidiata

“Melior de Cinere Surgo” è lo slogan scelto dal nuovo Catania per ripartire, per risorgere dalle proprie ceneri come una fenice instancabile. Anche sulle nuove maglie campeggia l’espressione latina che si trova nell’incisione di Porta Garibaldi.

Per questo, traendo spunto dal motto che tutti, dalla tifoseria alla dirigenza e fino alla squadra, abbiamo fatto nostro, il post-partita di Catania Mood si è arricchito di un nuovo contenuto, la rubrica: I “Melior” e i “Surgo”, che tradotto con buona dose di licenza letteraria starà per: “I migliori” (che in latino sarebbe: meliores) e “coloro che risorgeranno” (anziché: risorgo).

I MELIOR DI CATANIA-MONTEROSI

Nessuno ci è piaciuto particolarmente. Chi perché fuori forma, chi perché aveva giocato mercoledì contro il Rimini ed era visibilmente stanco.

I SURGO

CELLI: male, anzi malissimo. Non presidia la fascia sinistra con personalità, si limita al compitino peraltro facendo male pure quello.

HAVERI: entra e fa persino peggio di Celli a sinistra (e non era facile). Errori tecnici, sul controllo palla, sui passaggi brevi. 

CURADO: stava innescando un pericoloso contropiede avversario dopo un passaggio elementare per Chiarella dosato con inspiegabile incuria. Le colpe sul gol sono di tutta la difesa, quindi anche le sue.

CIANCI: non ne indovina una: né una protezione della palla, né una sponda, né una spizzata né, figuriamoci, una conclusione a rete. Giornataccia, e non è la prima volta.

La lista dei “Surgo” sarebbe lunga ma, come sempre, scegliamo i peggiori, secondo la nostra opinione.

(foto: Marcos Curado, Catania FC)

Catania-Monterosi 1-1: rossazzurri bocciati all’esame di maturità

Il Catania chiamato all’esame di maturità, e di continuità, dopo una pericolosa altalena di risultati in campionato di fronte a un Monterosi rinvigorito da una sessione di calciomercato invernale che ha regalato ai ciociari pezzi da novanta per la categoria e gli ultimi risultati positivi in campionato (vittoria in trasferta contro l’Audace Cerignola e pareggio interno con l’Avellino), lo testimoniano.

Nel primo tempo i rossazzurri faticano a ritrovare la brillantezza apprezzata nei primi 45′ del match col Rimini e, infatti, non giungono mai alla conclusione a rete. Ci riesce, ahinoi, il Monterosi, che di rimessa crea i presupposti per portarsi in vantaggio gelando il Massimino che reagisce fischiando. I tifosi etnei bisseranno il sibilo di disapprovazione quando l’arbitro spedirà le due contendenti negli spogliatoi.

Nel secondo tempo non va affatto meglio. Il Catania non riesce né ad arrivare in porta per vie laterali né, tanto meno, a creare gioco a centrocampo dove è evidente la mancanza di un play-maker che funga da faro per questi marinai dispersi che, quando hanno la palla tra i piedi, danno sempre l’impressione di non sapere cosa farne.

L’unica nota positiva è il gol di del pareggio siglato da Kontek, che raccoglie la sponda di testa di Costantino, entrato subito nel vivo del match dal suo subentro. Peralta ha il merito di calciare bene il corner da cui scaturisce la rete rossazzurra. Ma è davvero troppo poco e i fischi a fine partita, naturale evoluzione dei sonori mugugni all’intervallo, sono meritatissimi. Squadra che si conferma priva di un’identità di gioco, spenta mentalmente e atleticamente. La salvezza resta l’obiettivo primario e lo sarà finché la matematica non ci darà l’opportunità di pensare ad altro.

(foto: Catania FC)